Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 2020

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 2020

Bandi contributi governativi

SERVE a sostenere e stimolare le imprese ad investire in beni strumentali nuovi, anche immateriali, funzionali alla conversione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati alle ditte poste nel territorio dello Stato.

Vantaggi

Per gli acquisti di beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati (vedi allegato A legge 11 dicembre 2016, n. 232) è concesso un credito d’imposta pari al:
– 40% del costo per gli acquisti fino a 2,5 milioni di euro
– 20% del costo per gli acquisti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di 10 milioni di euro.

Per gli acquisti di beni strumentali immateriali utili ai processi di trasformazione 4.0 (vedi allegato B legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall’articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205) è concesso un credito d’imposta pari al:
– 15% del costo sostenuto fino ad un massimo costi di €.700.000. Sono ricompresi nell’agevolazione anche i costi sostenuti per servizi con soluzioni di cloud computing per la parte calcolabile per competenza.

Per acquisti di altri beni strumentali materiali, diversi da quelli ricompresi nel citato allegato A, è concesso un credito d’imposta pari al:
– 6% del costo sostenuto fino ad un massimo costi di €.2 milioni.

Il credito d’imposta è rivolto

Alle imprese presenti sul territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, senza vincoli di natura giuridica, di settore economico di appartenenza, di dimensione, di regime contabile e di sistema di definizione del reddito ai fini fiscali.

Il credito d’imposta del 6% per gli acquisti di altri beni strumentali materiali è concesso anche agli artigiani e professionisti.

Non sono però comprese le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altra procedura concorsuale. Non sono inoltre comprese le imprese che hanno avuto sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

Per poter usufruire del beneficio è necessario rispettare le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ed adempiere agli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Come si utilizza

Il credito è destinato agli investimenti effettuati dopo il 1 gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, oppure entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro il 2020 l’ordine di acquisto risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti per un importo pari ad almeno il 20% del costo di acquisto.

Il credito d’imposta è usufruibile esclusivamente in compensazione in cinque anni mediante quote di pari importo, che sono ridotti a tre anni per gli acquisti di beni immateriali, a cominciare dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione per i beni di cui agli allegati A e B, oppure di entrata in funzione per gli altri beni.

Il credito d’imposta è utilizzabile unito anche ad altre agevolazioni che abbiano a oggetto gli stessi costi nel limite massimo di costo consentito
Per i beni tecnologicamente avanzati e immateriali, per le imprese è necessario consegnare una perizia tecnica semplice eseguita da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui si evinca che i beni hanno caratteristiche tecniche tali da essere inclusi rispettivamente negli elenchi di cui ai richiamati allegati A e B e sono interconnessi al sistema aziendale di controllo della produzione o alla rete di fornitura. Per i beni di costo unitario di acquisto fino a 300.000 euro è sufficiente un documento dichiarativo del legale rappresentante.

Le ditte che hanno intenzione di fruire dell’agevolazione devono effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico. Il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione saranno stabiliti con apposito decreto direttoriale che verrà emanato nei prossimi mesi. La comunicazione è richiesta al solo fine statistico per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia delle misure agevolative.

Rientrano nell’incentivo gli acquisti per:
– beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle ditte secondo il modello Industria 4.0, previsti nell’allego A della L. 232/2016;
– beni immateriali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, previsti nell’allegato B della L. 232/2016, ossia software, sistemi, piattaforme, applicazioni

Non rientrano nell’incentivo gli investimenti in:
– beni indicati all’articolo 164 del TUIR (che ha per oggetto veicoli e gli altri mezzi di trasporto a motore);
– beni per i quali il decreto del Ministro delle finanze 31 dicembre 1988 stabilisce coefficienti di ammortamento ai fini fiscali inferiori al 6,5%;
– fabbricati e costruzioni;
– beni elencati nell’allegato n.3 della legge 208/2015(condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali naturali, dagli stabilimenti termali e idrotermali, dalle industrie di produzione e distribuzione di gas naturale; materiale rotabile, ferroviario e tramvario delle ferrovie; eccetera)
– beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento dei rifiuti.